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IL SALENTO SI RACCONTA

Un nuovo allestimento, per un viaggio unico.

STORIE, SOCIETA', ECONOMIA, USI E COSTUMI DI UN TERRITORIO CHE AMA RACCONTARSI.

MUSEO DEMO ETNO ANTROPOLOGICO SULLA CIVILTÁ CONTADINA

del SALENTO. 

Di collezioni sulla civiltà contadina del Salento in provincia di Lecce se ne trovano tante.
Ciò che ci differenzia da tutte è senza dubbio l'unicità dell'allestimento e la modalità scientifica che è stata utilizzata nell'allestirlo e che viene utilizzata durante i diversi percorsi di fruizione disponibili.
I diversi oggetti di uso quotidiano, dismesso il proprio uso originario, assumono il ruolo di "oggetti comunicatori", utili a favorire un dialogo ed un racconto con i visitatori. Attraverso di essi sarà quindi possibile capire le dinamiche sociali e culturali di una generazione di salentine e salentini che per lungo tempo hanno caratterizzato e plasmato l'identità del territorio.
 
L'allestimento etnografico sulla Civiltà contadina del Salento è stato inaugurato il 16 ottobre 2010 in occasione della VI Festa dei piccoli Comuni d’Italia, ed il suo aggiornamento è terminato nel Dicembre 2025. Resta un'affascinante "museo di comunità" poiché costruito con gli oggetti donati dalla popolazione che ha pensato bene di "cedere" un pezzo della propria identità di famiglia, per creare una identità collettiva e unica. 

Palazzo Lubelli e la sua sezione etnografica sono stati progettati per essere vissuti, proponendosi come un crocevia di dialoghi e relazioni, come luogo di ritrovo quotidiano, superando la concezione del museo come luogo separato, per diventare una realtà pienamente inserita nel contesto urbano contemporaneo.
IL MUSEO
L'unico museo Salentino per il quale i pezzi esposti sono censiti e catalogati SIGEC l'istituto per il Catalogo del Ministero dei Beni Culturali.
La Direzione scientifica è affidata all'antropologo Prof. Eugenio Imbriani.
Attraversando l'allestimento si compie un viaggio nelle usanze, nelle pratiche agricole del Salento dal '500 fino agli anni '70 del secolo scorso, compiendo un viaggio che utilizzando gli oggetti d'uso quotidiano, raccontano al meglio quella che era la società agricola con le complessità, le usanze e l'economia del periodo di riferimento.
 
Oggetti d'uso quotidiano dismettendo l'uso per il quale sono stati concepiti, assumono il ruolo di "oggetti ponte" capaci di interpretare e fotografare al meglio l'epoca di riferimento: si passa da una società che scandisce il proprio tempo attraverso le stagioni utilizzando anche l'acqua, il fuoco o il vento, come strumenti di lavoro, ad una società che, via via nel tempo, trasforma abitudini e pratiche agricole inserendo nuovi strumenti e nuovi attrezzi, introducendo nuove pratiche e l'utilizzo di elementi chimici.
Ogni oggetto esposto racconta molte storie oltre alla propria: dal carretto per il trasporto di fieno e prodotti agricoli ci si può immergere nei canti dei "trainieri"; attraverso gli attrezzi del barbiere ci si può introdurre alla "musica da barberia"; accostandosi al telaio ci si può perdere nella storia antica che lega Giuggianello alla tessitura, al fuso e al tempo governato dalle "Parche o Moire" greche, fino ad essere uno strumento che è servito all'economia e alla posizione sociale della donna salentina. 
L'avvento della seconda guerra mondiale e il conseguente arrivo degli anglo - americani, segna l'introduzione di nuovi stili di vita nella società dell'epoca che scopre nuovi oggetti e nuovi alimenti disponibili e alla portata di tutti, trasforma i punti di incontro come le "puteche" (botteghe tipiche dove si era soliti pasteggiare con vino locale e carne di cavallo), l'utilizzo della chimica in agricoltura, l'eco della radio e della televisione, per esempio, introdurranno nuove sonorità, modi di dire e di coltivare la terra.
Attraversando l'intero allestimento ci si renderà conto come anche le più piccole e comuni cose, possano essere un grande veicolo in grado di raccontare la complessità e il fascino di un'epoca e di intere generazioni.
Consideri ognuno quanto valore, quanto significato è racchiuso anche nelle più piccole nostre abitudini quotidiane, nei cento oggetti nostri che il più umile mendicante possiede: un fazzoletto, una lettera, una fotografica di una persona cara. Queste cose sono parte di noi, quasi come membra del nostro corpo; né è pensabile di venirne privati nel nostro mondo, che subito ne ritroveremmo altri a sostituire i vecchi, altri oggetti che sono nostri in quanto custodi è suscitatori di memorie nostre” .
L’esperienza di visita è arricchita da una serie di QR code disposti lungo il percorso: inquadrandoli, si potrà accedere a contenuti extra e farti avvolgere da sonorità e suggestioni capaci di trasmettere profonde emozioni.

L'ingresso al Museo ha un costo a persona di € 2,50.

L'ingresso è gratuito per i bambini/e con età pari e/o inferiore ai 6 anni

Per i  residenti a Giuggianello l'ingresso è gratuito.

Per gruppi organizzati e scolaresche è prevista una agevolazione. Richiedila da qui.

Chiedi maggiori informazioni al numero  0836 444 266 (anche WhatsApp)

 

La collezione è in corso di catalogazione con sistema nazionale dell'Istituto Centrale del Ministero della Cultura.

Ciò rappresenta una unicità nel Salento.

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