Le ricchezze archeologiche di un villaggio sommerso dalla storia e dalla terra: Quattromacine.

Le principali scoperte archeologiche nel casale di Quattromacine, sono legate ai luoghi di culto, ben due. La prima chiesa risalente al X – XI sec. si contraddistingue per il prestigio e l’importanza dei reperti rinvenuti dal primo ed unico scavo condotto dall’università salentina, la quale ospita la  commemorazione di un defunto di sesso maschile di ca. 35 anni di età, ben nutrito e senza evidenti patologie, sepolto tra l’altare e l’iconostasi dell’edificio, occupando evidentemente una posizione privilegiata.

Decorata con affreschi al momento della sua costruzione, viene ristrutturata e riaffrescata nel XIII secolo.

Al di sotto del piano pavimentale risalente sempre al XIII secolo, in terra e tufina battuta, sono stati rinvenuti, per la prima volta in un contesto archeologico, gli strumenti liturgici relativi al rito greco.

Davanti alla mensa laterale, all’interno del santuario, sono venuti alla luce due cucchiaini, un oggetto ancora di incerta identificazione, ed una "lancia" o coltello che, rappresentando simbolicamente la lancia del soldato che ha perforato il ventre di Cristo sul Golgota, serviva a dividere il pane eucaristico durante la messa.

Ciò è importante poiché, il maggior numero di stampi eucaristici rinvenuti in Italia, provengono proprio dal Salento, ove se ne possono contare almeno venti e tre di essi provengono da proprio da Quattromacine.

In età normanna, XI sec., viene edificata una seconda chiesa, a due navate e due absidi, che fa da nucleo ad un cimitero che perdura fino al periodo angioino. Dal cimitero provengono vari cippi tombali, dei quali uno ha incisa la data 1173/4 con iscrizione in greco.

Da qui sono stati recuperati i resti di 75 individui, il cui studio è stato affidato all’antropologo Trevor Anderson.

Quattromacine pur rimanendo di proprietà del vescovo di Otranto nel XV secolo risulta abbandonato ed è uno dei pochi villaggi per il quale esiste evidenza che venne distrutto durante la presa di Otranto nel 1480-81, da parte delle truppe del Sultano Mehmet II.

Al posto del casale venne costruita una torre che si sviluppa in masseria abitata fino al 1955.

Il villaggio ha restituito inoltre numerosi oggetti e accessori dell’abbigliamento, di ornamento e di uso personale.

DOCUMENTI

"La chiesa bizantina a Giuggianello, casale Quattro Macine"

Brunella Bruno. Edito da G. Bertelli, Puglia Preromanica dal V secolo agli inizi dell'XI, 2004

Sepolture multiple e datazioni al radiocarbonio ad alta risoluzione di resti osteologici provenienti da Quattro Macine, Giuggianello (LE)

Paul Arthur  Calcagnile, L. †Anderson, T., Bruno, B., Quarta, G. and D’Elia M. Archeologia Medievale 2007

Le chiese medievali a due absidi nel Salento: primi dati

Brunella Bruno. Ed All'insegna del Giglio 2003. III Congresso nazionale di archeologia medievale.

'Masseria Quattro Macine' - a deserted medieval village and its territory in southern Apulia: an interim report on field survey, excavation and document analysis

Paul Arthur. Papers of the British School at Rome, 1996. co-authored with Umberto Albarella, Brunella Bruno and Sarah King

Experimental Analysis of Metal Points from Quattro Macine: Reproduction and Interpretation.

Ruben Cataldo. Issue 2019/3. EXARC. Ancient Technology.

Quattor Macinarum e le origini del villaggio medievale nel Salento.

G. Mastronuzzi, L. Masiello (eds.), Giuggianello e il suo territorio tra mito, storia e archeologia, 2019

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